«I soldi del contributo vengono investiti per il 77% nella manutenzione dei corsi d’acqua»

Il presidente dell’Urbat Fortunato Angelini risponde alle critiche di Andrea Agresti (Pdl)

Firenze, 25 marzo 2010 – «I soldi dei Consorzi derivanti dal contributo di Bonifica pagato dai cittadini consorziati vengono investiti per il 77% nella manutenzione di corsi d’acqua e gestione di opere idrauliche, il 22,5% va in spese di gestione e solo lo 0,5-0,6% serve a sostenere il costo degli organi consortili. Si tratta del costo più basso fra tutti gli enti collegiali elettivi che si conoscano». Il presidente dell’Urbat (l’Unione regionale dei Consorzi di Bonifica della Toscana), Fortunato Angelini, risponde così alle critiche apparse sul Corriere della Maremma di martedì da parte del consigliere regionale Pdl Andrea Agresti. «So che siamo in campagna elettorale – spiega Angelini – ma i dati forniti da Agresti contengono alcune inesattezze. Agresti dice che “vorrebbe avere un bisturi per mettere mano ai Consorzi dove ci sono più tecnici che operai, oltre che cda troppo numerosi e costosi”. I soldi dei Consorzi derivanti dal contributo di Bonifica vengono invece investiti per il 77% nella manutenzione di corsi d’acqua e gestione di opere idrauliche. Relativamente ai compensi poi, solo il presidente e il vicepresidente dei Consorzi lo riscuotono uno, mentre i consiglieri svolgono il loro ruolo a titolo gratuito. Nel 2007, la sesta commissione consiliare regionale presieduta dal consigliere Titoni ha fatto un’indagine sull’applicazione e sui costi dei Consorzi, rilevando che sono enti produttivi, presenti sul territorio e che svolgono un’importante e insostituibile funzione nella prevenzione del rischio idrogeologico. Il consigliere Agresti dovrebbe conoscere bene i risultati della commissione e, visto che è così attento ai costi dei Consorzi, dovrebbe esaminare quelli degli altri enti».

 

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