Nuova replica del vicepresidente Urbat, Marco Bottino al presidente di Confedilizia Pisa, Giuseppe Gambini

Lettera a Il Tirreno di Pisa

Firenze, 17 febbraio 2010 – Caro avv. Gambini, volevo rassicurarLa circa “l’aver colpito nel segno”. Non mi ha e non ci ha punto nel vivo, in quanto non c’è niente da nascondere. Amministrare richiede trasparenza e una corretta e puntuale comunicazione esterna, anche a costo di rispondere a quelli che, come Lei, hanno come scopo evidente non l’interesse collettivo ma l’interesse particolare di un’associazione e dei suoi componenti. È nostra tradizione, quando ne veniamo a conoscenza, rispondere sempre a lettere e articoli. In quanto al fatto che io faccia “tanti discorsi” e non affronti il problema anche questo non è vero, come dimostra il fatto che Lei adesso sa quanti sono i Consorzi e soprattutto è aggiornato (visto che cita vecchi articoli di giornale generando disinformazione) sulle indennità dei Presidenti dei Consorzi.

Lei chiede: cosa fanno i Consorzi di Bonifica toscani ? Gestiscono 2302 opere idrauliche e casse di espansione per il contenimento delle acque e oltre 60 impianti idrovori, occupandosi della manutenzione di 10.951 chilometri di canali. Un lavoro essenziale per la sicurezza idraulica delle aree più sensibili e densamente popolate della Toscana. Traspare invece l’idea, da quello che Lei scrive, della manutenzione come un fastidio: non vorrei che mentre noi guardiamo a livello nazionale con preoccupazione al degrado del territorio, causato soprattutto dall’aver costruito immobili in luoghi dove non doveva essere fatto (ultimo esempio l’enorme numero di frane che sta interessando il nostro Paese), Confedilizia pensasse solo a nuove cementificazioni e a non far pagare ai propri associati il contributo di bonifica, che spesso impedisce che gli immobili “franino” o si “allaghino” insieme al territorio che li circonda. Sarei lieto che Lei e Confedilizia pubblicamente vi esprimeste su questo tema. Noi l’abbiamo già fatto. Il 16 febbraio a Roma l’Anbi (Associazione nazionale bonifiche e irrigazione) ha presentato un piano da oltre 4 miliardi di euro da sottoporre al Governo per la manutenzione del reticolo idraulico nazionale, suscitando consensi bipartisan. Fra questi, quelli del Sindaco di Roma e Presidente del Consiglio Nazionale Anci Gianni Alemanno e del vicecapo della Protezione Civile prof. Bernardo de Bernardinis, che hanno riconosciuto il ruolo insostituibile dei Consorzi di Bonifica nella difesa del suolo.

Quali sono le vostre proposte per mettere in sicurezza il nostro territorio? Mi permetta di dire che sono curioso di saperlo e non ne trovo traccia in nessun intervento recente della vostra associazione. Infine vengo alle altre domande che Lei fa. Il legame tra contributi e opere di bonifica (beneficio) è dato dal piano di classifica, che costituisce poi la base del Piano di Riparto Annuale della Contribuenza che determina il contributo annuo gravante su ciascun immobile. Per legge regionale questo documento, approvato dai Consorzi, è sottoposto all’approvazione della Provincia competente con controllo di legittimità e merito. Come vede non è il prodotto dell’arbitrio dei Consorzi, bensì un atto complesso sottoposto al controllo della Provincia e inoltre esposto all’Albo pretorio di tutti i Comuni interessati.

Sul concetto di beneficio esiste una ormai consolidata giurisprudenza e Le ricordo che nel testo d’intesa Stato-Regioni per i criteri relativi al riordino dei Consorzi di bonifica del 18.09.2008 il “beneficio” è identificato come beneficio di presidio idrogeologico, di difesa idraulica, di disponibilità irrigua, ferma restando la facoltà delle Regioni di individurae ulteriori tipologie di beneficio. Per quanto riguarda la possibilità di chiedere il contributo attraverso i ruoli esattoriali le ricordo che i contributi di bonifica, per espresso dettato normativo, costituiscono oneri reali sui fondi dei consorziati, e vengono riscossi con le stesse modalità previste per la riscossione delle imposte dirette mediante ruoli esattoriali (v. artt. 10, 11 e 21 R.D. n. 215/1933, art. 864, 2776, 2780, n. 2, c.c. e art. 16, comma 4, L.R. n.34/1994 e successive modifiche), e costituiscono prestazioni patrimoniali imposte di natura pubblicistica rientranti nella categoria generale dei tributi.

Pur consapevole che quello che La spinge non è certo la voglia di essere informato (essendo i fatti riferiti noti o facilmente verificabili) sono lieto, se possibile, di aver fatto ulteriore chiarezza sulla materia a beneficio di tutti i lettori del Tirreno che spero avranno avuto così modo di comprendere meglio ruolo, funzioni e compiti dei Consorzi di Bonifica, e nel contempo apprezzare quanto poco di sostanziale e molto di demagogico vi sia nelle posizioni espresse da Confedilizia.

Cordiali saluti, Marco Bottino (Presidente Consorzio di Bonifica Area Fiorentina e vicepresidente Urbat)
 

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