I Consorzi di Bonifica sono impegnati a fare innovazione e a migliorare la sicurezza

La bonifica idraulica della Toscana punta all’innovazione tecnologica su rami strategici, quali sicurezza ed energia. Per questo già alcuni Consorzi di Bonifica hanno fatto convenzioni con l’Igm (Istituto geografico militare) monitorando la stabilità degli argini e degli invasi, con un sistema di controllo geodetico, su vaste aree bonificate ed in presenza di stati di torbe. Altro aspetto innovativo riguarda il recente accordo con il Cnr (Centro nazionale di ricerca di Pisa) relativo alla radiografia delle arginature sia in superficie che in profondità. Con la nuova metodologia sperimentata dal Cnr è infatti possibile controllare la compattezza e la resistenza degli argini, individuare eventuali tane di animali: questo aiuta a migliorare la conoscenza delle opere in custodia e degli interventi da fare.

È chiaro che, assieme allo sforzo ed entusiasmo dei Consorzi di Bonifica, deve cambiare l’atteggiamento delle istituzioni e della Regione in particolare. Al settore della bonifica idraulica non possono essere riservate solo briciole di risorse, pur consapevoli della grave crisi economica che attraversa il Paese: alla bonifica vanno destinate risorse finanziarie adeguate. Si chiede quindi un’inversione di rotta. Chiediamo all’assessore regionale di fare una forte azione di contrasto e lotta alle ripetute emergenze idrauliche con danni e lutti che ormai toccano la regione da Nord a Sud in ogni stagione. I Consorzi sono pronti a questa sfida di civiltà.

L’altro ramo strategico per la bonifica sono le energie rinnovabili (idroelettrico, fotovoltaico, solare termico eolico, biomasse): bisogna iniziare a studiare l’utilizzo della vegetazione da sfalcio che nella nostra regione ammonta a molte tonnellate. Attraverso la produzione diretta di queste energie e il loro utilizzo ci avvieremo a rivoluzionare il sistema tecnico progettuale e culturale della bonifica idraulica conosciuto e praticato dai Consorzi negli ultimi ottanta anni nella nostra regione. In Toscana è iniziato questo percorso innovativo che deve divenire un nuovo processo di sistema che produrrà risparmi economici, contribuirà a migliorare l’ambiente, creerà una cultura nuova della bonifica idraulica della Toscana. I Consorzi di bonifica hanno imboccato la via dell’innovazione, modernizzazione e risparmio. Chiedono di essere sostenuti dalle istituzioni in questa lunga e dura tappa di rinnovamento.

Fortunato Angelini, presidente Urbat

 

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