“La bonifica idraulica della Toscana avanti tutta”

“Invertire radicalmente il sistema di intervento, passando dalla gestione dell’emergenza idraulica, alla prevenzione. Non ci stancheremo di ripetere e urlare con tutta la nostra forza “lotta alle criticità idrauliche e idrogeologiche”. Bisogna che si realizzino nuove opere, occorre gestire e ristrutturare quelle esistenti. Vogliamo misurarci su questi temi, chiediamo a chi vuol parlare di bonifica idraulica di alzare il livello della discussione, visto che in troppe occasioni, nel passato e nel presente, il dibattito è stato stucchevole, di basso profilo, inconcludente. Oggi si presenta un’occasione importante nella nostra regione: “La riforma dei Consorzi di Bonifica”. Vogliamo portare anche noi il nostro contributo e auspichiamo una riforma che metta al centro il territorio e i suoi bisogni. La bussola di riferimento per tutti deve essere l’intesa sottoscritta dalla conferenza Stato-Regione del 18 settembre 2008. In quell’accordo sono contenuti importanti riferimenti per il legislatore per varare una riforma moderna che rinnovi un patto con il territorio e con i consorziati. La nostra azione sarà rivolta principalmente al rispetto dell’accordo.

Il territorio della Toscana ha bisogno di essere curato senza perdere altro tempo, senza dover commemorare altre tragedie. Sono 300mila gli ettari (il 12% della superficie della Toscana) che presentano delle criticità e che sono classificate ad alto rischio idrogeologico.I Consorzi di Bonifica, ogni giorno, prestano le loro cure e fanno quello che possono con i mezzi che hanno. Ciò però non è più sufficiente e serve una svolta. Il Governo della Regione e quello Nazionale non possono più sfuggire o rimandare. Chiediamo un piano pluriennale di interventi per ridurre il rischio idraulico, un risanamento idrogeologico del territorio attraverso la stabilizzazione dei fenomeni di dissesto e delle frane, progetti che dovranno costituire priorità strategiche nel governo, nella cura e nella programmazione del territorio a tutti i livelli istituzionali, per garantire quelle condizioni necessarie per la ripresa e per la crescita economica”.

 

Fortunato Angelini, presidente Urbat

 

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