Assunzioni nei Consorzi di Bonifica Toscani: la replica del presidente Urbat, Fortunato Angelini

angelini2Firenze, 1° luglio 2011 - «Accogliamo con interesse e stupore l’articolo “Consorzi di bonifica commissariati ma continuano ad assumere” apparso su La Nazione il 26 maggio. Effettivamente quella di dare lavoro è un’accusa che ancora ci mancava e alla quale rispondiamo con piacere, come sempre, con fatti e dati certi e verificabili.

Prima di tutto, è necessario precisare due punti:

  • i dipendenti dei Consorzi non sono dipendenti pubblici, quindi non possono transitare da ente a ente, come si ipotizza nell’articolo. I Consorzi non sono inoltre soggetti alle limitazioni degli enti pubblici e potrebbero quindi assumere con grande libertà.
  • La soppressione dei Consorzi non è in discussione: la Regione non può fare questo passo senza una specifica legge nazionale; la Regione, attraverso l’assessore Bramerini, ha sempre riconosciuto il ruolo fondamentale dei Consorzi e sta lavorando per una riforma della difesa del suolo che li veda protagonisti. La riforma istituzionale (quella che riguarda Province e Comunità Montane) alla quale sta lavorando l’assessore Nencini, non fa alcuna menzione dei Consorzi di bonifica.

Detto questo, ed entrando nel merito della questione assunzioni, fra il 1° giugno 2010 e il 1° giugno 2011, i 13 Consorzi toscani hanno registrato 34 entrate fra tempi determinati e indeterminati e 19 uscite (in gran parte dovute a pensionamenti). Rispetto al 31 maggio 2010 abbiamo avuto quindi un aumento complessivo totale di 15 unità in tutta la Toscana, delle quali 4 a tempo indeterminato. Il tutto a fronte di una contribuenza procapite sostanzialmente invariata rispetto al 2010.

In totale, dei nuovi assunti, 17 hanno un contratto a tempo determinato, 17 a tempo indeterminato: di questi, 2 sono trasformazioni di contratti da tempo determinato a indeterminato e 3 le assunzioni di personale proveniente dalle categorie protette. I nuovi assunti sono per oltre la metà (18) operai e operatori di macchina, abbiamo poi 9 tecnici (di cui 7 geometri, 2 ingegneri e 1 laureato in giurisprudenza) e 6 amministrativi.

Ad oggi, il commissariamento è scattato in circa la metà dei Consorzi: naturalmente non si registra nessuna differenza di comportamento tra Consorzi commissariati e a gestione ordinaria.

A noi pare che questi numeri descrivano enti che fanno solo il loro mestiere seriamente, investendo anche in risorse umane, con l’unico obiettivo di migliorare le condizioni di sicurezza idraulica del territorio. Ci pare anche che fornire opportunità di un lavoro vero e qualificante sia di per sé molto positivo.

È vero che c’è la riforma in corso ed è probabile che ci saranno diversi cambiamenti, ma i nostri argini, le nostre idrovore, le nostre casse d’espansione non possono aspettare. Frenare la nostra azione di manutenzione quotidiana, questa sì, sarebbe una scelta irresponsabile che rischieremmo tutti di pagare carissima. In questi anni, i Consorzi di bonifica si sono messi in discussione e hanno presentato progetti  innovativi, su fotovoltaico, eolico, fitodepurazione e qualità. Invitiamo ancora una volta i consiglieri regionali, i giornalisti, i comitati e chiunque sia interessato a visitare i nostri enti, convinti che dopo averli conosciuti e visitati, potendo conoscere i fatti e non solo voci infondate e strumentali, ne apprezzeranno ruolo e funzioni».

 

Fortunato Angelini

Presidente Urbat (Unione regionale per le bonifiche, l’irrigazione e l’ambiente della Toscana)

 

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