Il “core business” dei Consorzi di bonifica è l’ordinaria manutenzione dei corsi d’acqua. Questo vuol dire curare e mantenere in perfetta efficienza oltre 12.000 km di sponde, argini, casse d’espansione, opere idrauliche e di bonifica come briglie, paratoie, impianti idrovori. Per tutto questo i Consorzi toscani prevedono di spendere nel 2012 circa 45milioni di euro derivanti dal tributo di bonifica pagato dai cittadini consorziati. Di questi, circa 5 milioni verranno erogati dai Consorzi ad aziende agricole e cooperative forestali che eseguiranno lavori nel proprio territorio di appartenenza: si tratta di un importante sostegno a chi vive in aree agricole e con il proprio lavoro contribuisce alla sicurezza di tutti.
Nel 2011 i Consorzi di Bonifica toscani hanno segnalato 248 interventi da finanziare da parte di Regione\Province\altro per un importo complessivo di 533 milioni di euro circa. Pur consapevoli che le risorse disponibili saranno poche, per il 2012 hanno inoltre segnalato 263 interventi sempre da finanziare da parte di Regione\province\altro per un importo complessivo di 613 milioni di euro. Nei bilanci 2012 dei Consorzi, oltre a quanto sopra richiesto, sono in fase di appalto opere per circa 50 milioni di euro già finanziati.
Regione, Province e Comuni affidano ai Consorzi anche la progettazione e la realizzazione di nuove opere. Nel 2011, i Consorzi hanno trasformato in progetti, opere ed interventi circa 40 milioni di euro provenienti da fondi pubblici. Tra le opere più significative del 2011 possiamo ricordare:
IV pompa dell’impianto idrovoro della Bufalina (Lu): è l’impianto idrovoro che tiene sotto controllo il lago di Massaciuccoli e che ha salvato Viareggio e Massarosa dall’alluvione del 2009. La quarta pompa aumenta la potenza complessiva dell’impianto e lo rende più affidabile perché permette l’accensione a rotazione delle pompe stesse. È costata circa 300mila euro, con finanziamento regionale.
Area naturale di San Donnino, Campi Bisenzio (Fi): dal dramma dell’alluvione del ’92 che mise in ginocchio tutta la Piana fiorentina alla conclusione di un percorso fatto di opere e interventi infrastrutturali. La particolarità dell’area di San Donnino è la sua duplice funzione: zona verde a servizio della cittadinanza e della flora e fauna locali, ma anche area di laminazione in grado di contenere complessivamente 82.900 metri cubi di acqua, mettendo in sicurezza una vasta area di insediamenti produttivi e residenziali, e garantendo al Canale Collettore delle Acque Basse un bacino nel quale defluire in caso di piena.
Casse d’espansione sulla Greve e sull’Ema (Fi): da Scandicci a Bagno a Ripoli, passando per Tavarnuzze e il Galluzzo, sono molte le aree che beneficiano della realizzazione della nuova cassa d’espansione sull’Ema in località Capannuccia e del completo rifacimento di quella sulla Greve in località Casina. Nell’ultimo biennio sono state realizzate opere importanti per la laminazione delle piene: la manutenzione straordinaria della cassa della Casina, sul torrente Greve, subito a monte di Tavarnuzze, ha portato il volume utile alla laminazione da 50mila a 200mila mc; il sistema di laminazione della Capannuccia, quasi completato a monte di Grassina, sul torrente Ema, riesce a gestire fino a 400mila mc durante eventi a tempo di ritorno di 200 anni.
Interventi sul torrente Bagnolo, a Montemurlo (Po) e sull’Ombrone a Quarrata (Pt): i torrenti Ombrone e Bagnolo sono il tipico esempio della situazione idraulica tra Pistoia e Prato. Piccoli torrenti in grado di gonfiarsi velocissimamente, costretti a scorrere tra le case e i capannoni tra muri costruiti anche tre secoli fa. Nel caso del Bagnolo, alveo e muri sono stati completamente “revisionati” in un tratto particolarmente critico. L’intervento è costato 240.000 euro ed è stato portato a termine in 6 mesi. Sull’Ombrone, il Consorzio ha ricostruito un tratto di muro lungo oltre 100 metri, realizzando opere accessorie e di raccordo per un importo complessivo di 1 milione di euro.
Rifacimento argini del fiume Cornia (Li): gli argini di questo importante fiume della Toscana sono stati oggetto di grandi lavori di adeguamento e rinforzo, per una maggiore sicurezza di tutta la Val di Cornia. Nel 2011 è stato completato il 3° lotto. Questi interventi, in caso di tracimazione del fiume Cornia, consentiranno la sensibile diminuzione del rischio idraulico e scongiureranno la possibilità di “rottura” degli argini.
Nuovo argine a mare a Bocca d’Ombrone (Gr): si tratta di un’opera fondamentale per proteggere il delicatissimo ecosistema della costa grossetana dall’ingresso dell’acqua marina. L’opera è stata realizzata a tempo di record, lavorando anche la notte, ed è costata 3 milioni di euro. È finalizzata a contrastare l’erosione costiera che, nell’arco degli ultimi 15 anni, ha provocato seri danni.
I Consorzi, l’ambiente e l’innovazione
I Consorzi non si limitano a fare semplice difesa idraulica, ma lavorano anche per la valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico, per la protezione delle reti ecologiche e per migliorare la qualità delle acque.
Tra le attività più significative, la realizzazione di piste ciclabili e pedonali lungo i corsi d’acqua, che permettono di vivere il fiume e di apprezzarne i mille habitat. Una per tutti, la pista sul fiume Pesa, lunga 54 km e curata dal Consorzio di Bonifica Toscana Centrale, mentre quello dell’Area fiorentina ha elaborato un progetto su tutta la Piana. I Consorzi puntano decisamente sulle energie rinnovabili: la Bonifica Grossetana, il Versilia Massaciuccoli, l’Alta Maremma, l’Auser Bientina hanno già istallato impianti fotovoltaici superiori ai 20 Kw.
Il Padule di Fucecchio sta realizzando un innovativo impianto per la produzione di energia alimentato dagli sfalci d’erba ottenuti dalla pulizia degli argini; il Consorzio Toscana Centrale fornisce gratuitamente il legname all’impianto di riscaldamento di un plesso scolastico nel Chianti. Infine la Bonifica Grossetana gestisce la centrale idroelettrica sull’Ombrone, a Grosseto.
I Consorzi per la Lunigiana
I Consorzi di Bonifica della Toscana, benché non competenti nelle zone in questione, sono stati presenti da subito in Lunigiana per aiutare le popolazioni colpite dalle piogge straordinarie di ottobre e per dare il proprio contributo alla gestione dell’emergenza.
La Sala Operativa Unificata Permanente (Soup) della Regione Toscana, insediatasi ad Aulla il 29 ottobre 2011 ha richiesto ad Urbat l’intervento di personale e mezzi dei Consorzi di Bonifica per la gestione dell’emergenza in Lunigiana.
È stato deciso che il personale consortile affiancasse quello della Comunità Montana della Lunigiana nell’opera di taglio della vegetazione lungo i torrenti a monte di Aulla, nella zona di Mulazzo, oltre che al ripristino del centro di Aulla interessato dall’esondazione del fiume Magra. Urbat si è impegnata con la Soup per l’invio di 10 uomini al giorno per una settimana a partire dal 31 ottobre.
In totale sono state 67 le presenze di personale dei Consorzi nei giorni immediatamente successivi alla tragedia.