Carrozzoni a chi? La replica dei Consorzi di Bonifica a La Nazione

angelini2Gentile redazione,

leggiamo oggi, sulla cronaca regionale de La Nazione l’ennesimo articolo critico sui Consorzi di Bonifica. Ognuno fa il proprio lavoro, ma avremmo preferito leggere critiche “nel merito” a eventuali Consorzi che non funzionano, piuttosto che i soliti dati generici peraltro ormai superati da molti anni. Per l’ennesima volta, ad esempio, si continua a indicare come riferimento per gli stipendi i 5400 euro presi dal presidente di un unico Consorzio, quattro anni fa. Si resta vaghi invece, benché il dato sia stato reso noto molte volte da Urbat, su quanto presidenti e commissari percepiscono oggi (come deciso dalla Regione): circa 1500 euro/mese netti (in molti casi anche meno) per 12 mesi per un incarico che comporta impegno e responsabilità.

Il fatto che 8 Consorzi di Bonifica su 13 siano stati commissariati è poi una decisione presa dalla Regione in attesa del varo (sempre da parte della Regione) delle nuove norme in materia di sicurezza idraulica e difesa del suolo. I commissari non hanno alcun compito di verifica, come si indica nell’articolo, ma servono solo a continuare le attività su fiumi e corsi d’acqua in attesa della riforma regionale. I nostri consiglieri e deputati, a dispetto del nome, non percepiscono nessuna indennità o compenso, ma soltanto (caso più unico che raro) il rimborso chilometrico delle spese di viaggio sostenute per partecipare alle riunioni.

Nell’articolo si criticano anche gli stipendi di direttori e operai, che rispettano però semplicemente i contratti nazionali del settore come doveroso. I bilanci dei Consorzi sono tutti in ordine (basta aver voglia di leggerli: sono tutti su internet); i lavori vengono progettati dai nostri tecnici e realizzati con mezzi propri o in appalto come documentano di volta in volta anche le pagine di cronaca locale del vostro giornale e nei territori gestiti dai Consorzi, in un anno difficile con il 2011, non ci sono state emergenze. Anzi, i Consorzi sono stati chiamati in aiuto (anche con notevoli riconoscimenti pubblici) nelle aree colpite dalle emergenze, come la Lunigiana da voi citata. Sul tributo di bonifica: circa il 75% delle entrate derivanti dal tributo si trasforma in interventi sul territorio. Nel restante 25% trovano posto le spese di gestione dell’ente; i costi per gli organi di governo  rappresentano meno dell’1,5% del totale. Per emettere il tributo noi dobbiamo dimostrare di apportare un beneficio agli immobili del consorziato: ci sono ormai centinaia di sentenze, dalla Cassazione alle Commissioni Tributarie Provinciali che attestano la correttezza del nostro operato.

Sicuramente possiamo migliorare ancora, come tutti, e siamo anzi in attesa della riforma regionale in materia. Siamo sicuri che migliorerà e snellirà ancora il settore, ma non ci sentiamo affatto carrozzoni. Noi pensiamo che se le nostre strutture funzionano è anche perché i Consorzi sono enti legati al territorio in cui operano, amministrati direttamente dalle persone che traggono beneficio dalla loro azione. Il termine “bonifica” fa forse pensare, come voi evidenziate, alle paludi dell’800 ma senza i nostri impianti e la pulizia che facciamo sui corsi d’acqua gran parte del territorio toscano si troverebbe sott’acqua molte volte l’anno. E poi ci troveremmo a leggere sui giornali le solite domande sul perché accada.

Potremmo elencarvi i tanti lavori importanti effettuati nel 2011 che abbiamo presentato in conferenza stampa a gennaio e che hanno trovato spazio sui media locali, ma non sulla Nazione. Ognuno fa le sue scelte, sicuramente legittime, ma ci piacerebbe che ci fosse la volontà, da parte vostra, di provare a capire davvero cosa sono oggi i Consorzi di Bonifica. Anche per poi criticarli. Per questo rinnoviamo come sempre tutta la nostra disponibilità a farvi vedere i bilanci, visitare gli impianti e parlare con i nostri tecnici e ingegneri, che operano sul comprensorio di bonifica 365 giorni l’anno.

 

Fortunato Angelini

presidente Urbat (Unione regionale Consorzi di Bonifica della Toscana)

 

 

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